venerdì 8 febbraio 2008

"Favorevole ad utilizzare la struttura delle ISO 9000 per la costruzione di un sistema Sicurezza:
Vantaggio: utilizzare un “frame” conosciuto e testato a livello mondiale di facile integrazione con ambiente e sicurezza. Le parti comuni dei sistemi gestionali sono moltissime ed è inutile ripeterle continuamente. Anche per piccole organizzazioni è possibile produrre un Sistema Integrato informatizzato: il manuale è il documento portante che collega tramite richiami ipertestuali gli allegati (istruzioni operative, procedure, modulistica). Se l’organizzazione non dispone di una rete. Il sistema Sicurezza può essere riportato su CD e caricato sui PC del personale interessato. L’aggiornamento della documentazione è così notevolmente semplificato."
Proporrei di continuare a sviluppare questa tematica.
Alderighi Giorgio

2 commenti:

Alberto Chiesa ha detto...

Il discorso dei sistemi di gestione per la sicurezza [SGS] è molto interessante, soprattutto per le realtà produttive che hanno già un sistema di gestione per la qualità [SGQ]: infatti sono molti i requisiti comune dei due sistemi, tali per cui alcune parti possono
essere trattate in comune.
In linea teorica si tratterebbe di esaminare i requisiti di entrambi i sistemi, vedere quelli comuni e quelli specifici. E' quindi importante sapere quale norma adottare per costruire il SGS: nel corso dell'incontro si è fatto riferimento alle linee guida UNI-sindacati perché sono le uniche italiane insieme a quelle dell'ISPESL. Né mi pare è stato affrontato il discorso della certificazione del SGS.
E' indubbio che l'implementazione di un SGS comporta uno sforzo economico e di risorse da parte dell'organizzazione: sarebbe quindi conveniente scegliere l'unico sistema certificabile: l'OHSAS 18001. Tanto i requisiti dello stesso sono praticamente gli stessi contenuti nelle linee guida UNI-sindacati.

CFA Lombardia1 ha detto...

SGSL, considerazioni fatte:
1) definizione e misurabilità degli obiettivi: non solo infortuni e malattie prof., indici in alcune realtà poco significativi, ma incidenti che non hanno portato ad infortuni, verbale dell'incidente, analisi delle cause ed azioni correttive, seguono le non conformità per mancato rispetto delle norme di sicurezza (intervento di Diego);
2) si va sì, verso la necessità di un SGSL anche nelle aziende a rischio non rilevante (legami nella Legge 123/07 e soprattutto Titolo I del Testo Unico, però non ancora approvato), ma i sistemi di gestione trovano l'eccellenza quando creano valore reale per l'azienda (valore in senso lato, dunque non solo nel significato di ritorni economici immediati); è fondamentale il coinvolgimento (intervento di Diego);

Una ulteriore osservazione, non fatta esplicitamente ma nascosta tra gli interventi di ieri, è che un SGSL deve appoggiare già su una buona applicazione del D. Lgs. 626/94 (differenza tra volontarietà e cogenza di un collega ...); in base a questo ci si può fare la domanda: un SGSL è certamente migliorativo, ma quanto la sua applicazione generale (solo il suo effetto), porterà ad una diminuzione dei morti sul lavoro ? In altro modo: considerata anche l'odierna fase di massima attenzione sulla sicurezza al lavoro dei media, se il target principale è diminuire i morti, "sparare con gli SGSL" spariamo su un punto nevralgico ?

Totale apprezzamento del verbale di richiamo per mancato rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro mostrato da Diego.

Argomento: nessuna indicazione forte, opzione per i costi della sicurezza sul DVR da interferenze (ex. Legge 123/07).

Ricordo l'indicazione di soci in grado di tenere un corso sui lavori in quota (Diego).

Dante Milani